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Innesto Gengivale: Cos'è, Come Funziona e Quando Farlo
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Innesto Gengivale: Cos'è, Come Funziona e Quando Farlo

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Innesto gengivale: cos'è, come funziona e quando è necessario

L'innesto gengivale è uno degli interventi più efficaci per correggere la recessione gengivale, una condizione in cui le gengive si ritirano lasciando esposta la radice del dente.
È una procedura chirurgica semplice, eseguita in anestesia locale, che ha due obiettivi fondamentali:

  • proteggere la radice del dente

  • ripristinare pienezza, spessore e armonia estetica della gengiva

L'intervento può migliorare la salute orale, prevenire ulteriori danni e restituire un sorriso più equilibrato.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026

In questo articolo

Cos'è davvero la recessione gengivale

La recessione gengivale è un processo progressivo: la gengiva si assottiglia, perde tenuta e si ritira dalla sua posizione originaria.
Questo espone la radice del dente, una parte molto più sensibile e vulnerabile rispetto allo smalto.

I fattori principali sono:

Quando ignorata, può portare a:

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Cos'è l'innesto gengivale

L'innesto gengivale consiste nel prelevare una piccola quantità di tessuto sano da un'altra area del cavo orale — di solito dal palato — per ricostruire una gengiva sana, resistente e sufficientemente spessa nel punto dove si è ritirata.

In altre parole, è un intervento che:

  • aumenta lo spessore della gengiva

  • copre le radici esposte

  • rinforza la gengiva per prevenire nuove recessioni

  • migliora esteticamente il sorriso

L'operazione viene svolta in anestesia locale, è breve e generalmente indolore durante l'esecuzione, con alto tasso di successo quando eseguita da un parodontologo esperto.

Come funziona l'intervento: la procedura spiegata

L'innesto gengivale segue una procedura standard in 3 fasi:

1. Prelievo del tessuto (sito donatore)

Il parodontologo preleva una piccola porzione di tessuto dal palato o da un'altra area idonea.

Le tecniche principali sono:

  • prelievo connettivale → il più usato, ottimi risultati estetici

  • prelievo epitelio-connettivale → ideale se lo spessore palatale è ridotto

  • innesto libero di gengiva → per aumentare tessuto cheratinizzato

  • innesto peduncolato → usa la gengiva circostante senza prelievo dal palato

La scelta dipende dal tipo di recessione, dallo spessore della gengiva e dalla quantità di tessuto necessario.

2. Inserimento del tessuto (sito ricevente)

Il tessuto viene adattato e suturato con precisione nella zona ritirata.

Il nuovo tessuto:

  • aumenta lo spessore

  • copre la radice

  • crea una barriera contro i batteri

  • stabilizza il margine della gengiva

3. Protezione e guarigione

Il lembo viene protetto e fissato. La guarigione è rapida: la gengiva comincia a integrarsi già nelle prime 48–72 ore.

Le tecniche spiegate in modo semplice

Innesto connettivale

Prelievo di solo tessuto interno del palato.
Estetica eccellente, recupero rapido. È la tecnica più moderna e più usata.

Innesto epitelio-connettivale

Prelievo completo, poi rimozione dell'epitelio.
Ottima opzione se lo spessore palatale è ridotto (< 2,5 mm).

Innesto libero di gengiva

Si preleva direttamente tessuto epiteliale dal palato.
Perfetto quando serve aumentare gengiva cheratinizzata.

Innesto su impianti

Quando manca gengiva intorno a un impianto, l'innesto aumenta lo spessore e migliora la protezione dell'impianto stesso, riducendo il rischio di perimplantite.

Quando è necessario l'innesto gengivale

L'innesto è consigliato nei casi in cui:

  • la radice è esposta

  • la recessione continua a peggiorare

  • la gengiva è troppo sottile per proteggere il dente

  • la sensibilità è forte o invalidante

  • bisogna posizionare un impianto

  • c'è un problema estetico evidente

  • la recessione minaccia la stabilità del dente

In molti casi l'intervento evita problemi futuri molto più gravi.

È un intervento doloroso? Rischi e possibili complicanze

Durante la procedura: no, zero dolore. La zona viene anestetizzata localmente.

Dopo l'intervento:

  • lieve fastidio

  • gonfiore nelle prime 48 ore

  • sensazione di tensione nella gengiva

Tutto gestibile con:

  • ibuprofene

  • paracetamolo

  • impacchi di ghiaccio con panno morbido

Come per qualsiasi intervento chirurgico, esistono anche rischi e possibili complicanze, seppure non frequenti. Secondo la Cleveland Clinic, le complicanze più comuni includono:

  • sanguinamento eccessivo nella zona donatrice o ricevente

  • rigetto parziale o totale dell'innesto (il tessuto perde l'apporto di sangue e non attecchisce)

  • infezione, generalmente riconoscibile da pus, febbre o dolore in aumento invece che in calo

Il tasso di successo complessivo è comunque alto: la letteratura scientifica riporta tassi tra il 76% e il 98% a seconda della tecnica usata, con un tasso di insuccesso/rigetto sotto il 2-4% nella maggior parte degli studi. Il rischio di complicanze aumenta nei fumatori, in presenza di igiene orale scorretta prima e dopo l'intervento, o di condizioni sistemiche non controllate: per questo una valutazione pre-operatoria accurata con un parodontologo esperto resta il fattore più importante per il successo dell'intervento.

Dieta dopo l'innesto gengivale

Per 7–10 giorni si raccomanda l'assunzione di cibi morbidi, freddi o a temperatura ambiente, che non richiedano masticazione vigorosa nella zona operata:

  • yogurt e formaggi morbidi

  • purè di patate o verdure

  • uova strapazzate

  • zuppe e minestre tiepide (non calde)

  • frullati e smoothie senza semi

  • gelato o budini senza pezzi croccanti

  • pasta o riso ben cotti

Da evitare nello stesso periodo: cibi caldi, duri, croccanti, piccanti, molto acidi (agrumi, aceto) e alcolici, che possono irritare la zona o danneggiare l'innesto ancora in fase di attecchimento. Anche masticare dal lato opposto rispetto alla zona operata aiuta a ridurre lo stress meccanico sull'area.

Tempi di guarigione

La guarigione avviene in più fasi:

  • 48–72 ore → inizio integrazione del tessuto

  • 1–2 settimane → cicatrizzazione iniziale

  • 2–4 settimane → guarigione completa

  • 2–4 mesi → consolidamento totale (secondo estensione e tecnica)

La zona del prelievo (palato) guarisce spesso più lentamente rispetto al sito ricevente, ma senza complicazioni.

FAQ

L'innesto gengivale fa male?

No. L'intervento è indolore grazie all'anestesia locale. Nel post-operatorio puoi avvertire un leggero fastidio, gestibile con analgesici.

Quanto dura il recupero dopo un innesto gengivale?

L'iniziale guarigione avviene in 1–2 settimane.
La guarigione completa in 2–4 settimane.

Da dove si preleva il tessuto per l'innesto?

Nella maggior parte dei casi dal palato. In alternativa si usano tecniche peduncolate o innesti sintetici.

Quando è necessario fare un innesto?

Quando la recessione espone la radice, provoca sensibilità, peggiora nel tempo o compromette l'estetica.

Quali sono i rischi principali dell'innesto gengivale?

I principali sono sanguinamento eccessivo, infezione e rigetto parziale o totale dell'innesto, ma sono complicanze relativamente rare: il tasso di successo riportato in letteratura va dal 76% al 98% a seconda della tecnica. Scegliere un parodontologo esperto e seguire scrupolosamente le indicazioni pre e post-operatorie riduce ulteriormente il rischio.

Posso mangiare normalmente dopo l'innesto?

Sì, ma solo cibi morbidi e freddi per 7–10 giorni. Evita cibi caldi, duri, piccanti e alcol.

L'innesto gengivale è definitivo?

I risultati sono stabili a lungo, purché si mantenga una buona igiene orale e controlli periodici.

Conclusioni

L'innesto gengivale è una delle procedure più efficaci in parodontologia moderna: protegge le radici, rinforza la gengiva, migliora il sorriso e riduce il rischio di problemi futuri.

È un intervento poco invasivo, con tempi di recupero rapidi e risultati altamente prevedibili, pur non essendo privo di rischi come qualsiasi procedura chirurgica.
Specialmente quando la recessione gengivale continua a peggiorare, intervenire per tempo permette di salvare denti, estetica e salute orale nel lungo periodo.

Fonti utilizzate

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un parodontologo. La valutazione dell'intervento più adatto va sempre fatta con un professionista dopo una visita specialistica.

Incontra l'autore

Dr. Pietro Pastore
Dr. Pietro Pastore

Dentista & co-founder CleanOS. Si occupa di prevenzione e protocolli di igiene personalizzati.

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